ideas and so much more for omnivorous |ämˈniv(ə)rəs| people

suicideblonde:

Behind the scenes during the filming of Marie Antoinette

(via bohemea)

tonermagazine:

Pomeriggio del 9 agosto, c’è poco da fare (diciamocelo!), mi limito prima di lasciare la tastiera per una granita, a suggerivi la visita di questi 6 siti. Belli! Grafica e usabilità al giusto compromesso tra ricerca di stile e velocità di lettura. Nulla, tra l’altro, di nuovissimo - sono on-line da un po’ - eppure questo “stile” e questa ricerca di soluzioni tranne in rari casi stenta a prendere piede nello stivale. Il problema ritengo non sia la mancanza di fantasia e gusto dei web-designer, ma piuttosto, la scarsa maturità dei clienti. [n.d.r. un po’ di polemica prima delle vacanze non guasta ;-)]. Di seguito i link, buona visione.

www.good.is
nosotroshq.com
lordlikely.com
www.csr360gpn.org
www.newyorker.com
feastongood.com

tonermagazine:

Cosa si può dire di Mama’s Sauce? Troppo! Artigiani anzi no, artisti della tipografia. Colori solidi, spatolati nelle presse, carta di cotone, stampe in rilievo, retino di punti in mezzo tono, cura maniacale per il dettaglio, gusto retrò. Vi consigliamo solo di guardare il loro sito [http://mamas-sauce.com] e di non perdervi il video con Nick Sambrato che ci porta nel cuore della stamperia (lavoro di brand identity giusto!). Buona visione e buona lettura.

tonermagazine:

Nich Hance Mceleroy: foto tratte dai lavori “The Great Divide”, “How to Be Alone” e “If Backward”.

tonermagazine:

Il mercatino delle idee? No, molto di più. Etsy è una comunità di centinaia di migliaia di utenti - compratori e venditori - che abbracciano tutto il globo da oltre 150 paesi di provenienza. Nel 2010 i 7 milioni di utenti registrati hanno prodotto transazioni per un valore di 314 milioni di dollari (nel 2007 erano 4,3 milioni di dollari con 300.000 prodotti venduti). A differenza di Ebay, Etsy punta sulla community personale e personalizzata. A quanto pare la formula “hand-made” e “vintage” insieme al “personal community feeling” sono vincenti. Il nome Etsy si deve al suo fondatore Robert Kalin che cercava “una parola senza senso, un brand creato sull’improvvisazione. La storia dice che mentre guardava il film “8 e mezzo” di Fellini prendeva nota di quello che sentiva. “In italiano pronunciavano in continuazione “etsi” (“eh sì”)”. Nel 2005 nacque il brand e il sito che oggi è una “bottega” globale di prodotti realizzati interamente a mano. Navigando il sito, o meglio perdendocisi, si notano immediatamente qualità, creatività e originalità delle idee proposte. Stampe su carta, su tessuti, t-shirt, vestiti, accessori, soprammobili, vintage di ogni genere (deve avere almeno 20 anni), mobili, gioielli, quadri, scutlure, piatti, bicchieri, idee di ogni tipo, di ogni dimensione e per tutti i gusti. Inutile dire che non siamo davanti ad un “semplice” sito di e-commerce ma a qualcosa di molto di più. L’idea di fondo di portare “il cuore nel commercio in modo che l’imprenditorialità sia più equa, sostenibile divertente” sembra davvero concretizzata. In un mondo di colossi del commercio le imprese molto piccole (molto spesso nel nostro caso unipersonali) influenzano e plasmano in modo molto profondo l’economia globale. Nella standardizzazione dell’offerta - quando una t-shirt di H&M possiamo trovarla identica e contemporaneamente a Parigi, Tokyo e New York - si riscopre il valore dell’idea creativa, l’artigianalità e dell’unicità del pezzo. Il valore del prodotto viene dato da altri fattori che la grande distribuzione e i grandi brand non sono in grado di soddisfare e che, a quanto pare, sono molto ricercati da fasce sempre più ampie di “consumatori”. La foto notturna del globo - a cura di Etsy.com - mostra la presenza della community nei vari continenti.

tonermagazine:

Sovvertire l’immagine del brand sostituendone la caratteristica bottiglia con uno standardizzato cartone del latte. Esperimento interessante dell’artista Jørn di base a Düsseldorf.

tonermagazine:

Sei modi di vedere il pianoforte da parte di Ivan Chemrayeff. Interessante il modo con cui l’artista riesce a rendere immediatamente all’occhio l’idea dello strumento, oggetto rappresentato, nonostante l’astrazione dell’immagine. Le copertine sono delle brochure stampate in occasione della nona edizione del Van Climbur International Piano Comptetition del 1983. Le immagini sono tratte da Chermayeff&Geismar Collection: Nint Van Climbur International Piano Comptetition folder, 1993.

Creare un flipbook in stile Moleskine con jQuery Booklet

playlab:

Booklet è un tool di jQuery per la visualizzazione dei contenuti sul web in un layout in stile flipbook, realizzato utilizzando la libreria di jQuery. Codrops ha scritto un tutorial per mostrarci come utilizzare e personalizzarlo al fine di creare un notebook virtuale con Moleskine jQuery Booklet.

playlab:

How would you like your graphic design?

playlab:

How would you like your graphic design?

"Set The Controls For The Heart Of The Sun"

Little by little the night turns around
Counting the leaves which tremble at dawn
Novices lean on each other in yearning
Under the leaves the swallow is resting
Set the controls for the heart of the sun
Over the mountain watching the watcher
Breaking the darkness waking the grapevine
One inch of love is one inch of shadow
Love is the shadow that ripen’s the wine
Set the controls for the heart of the sun
The heart of the sun
The heart of the sun
Witness the man who raves at the wall
Making the shape of his question to heaven
Whether the sun will fall in the evening
Will he remember the lesson of giving
Set the controls for the heart of the sun
The heart of the sun
The heart of the sun

Pink Floyd

> “Set the Controls for the Heart of the Sun” is a song by British psychedelic rock band Pink Floyd, and is featured on their second album, A Saucerful of Secrets (1968). It was written by Roger Waters, and features a drum part by Nick Mason. The song was regularly performed between 1967 and 1973, and can be heard on the live disc of the 1969 album Ummagumma and seen in the 1972 movie Pink Floyd: Live at Pompeii. It also appears on the compilation album Echoes: The Best of Pink Floyd, which was released in 2001.

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